Crans Montana: se mancano i responsabili delle emergenze

La tragedia di Crans Montana è stata discussa in tutte le maniere possibili, ma purtroppo non dovrebbero essere gli utenti di Facebook a dare lezioni di vita. Un importante apporto è dato dagli psicologi, che hanno dato una buona lettura di cosa sia successo al gruppone di ragazzini in festa al bar: la mente dei ragazzi aveva le difese abbassate, per moltissimi motivi, per cui non hanno percepito immediatamente il pericolo.
Nella realtà dei fatti molti sono usciti e pochi sono rimasti all'interno del locale, con la musica a tutto volume e una presenza di persone molto fitta, insomma non c'era un allarme immediatamente percepibile.
In questi casi è difficile riuscire a mantenere i tempi. Non sempre l'intervento da parte dei preposti è sufficiente per sostenere chi sopravvive a queste tragedie.
Secondo gli esperti in psicologia, che si basano sulle evidenze convalidate, in questo caso non c'è una risposta chiara: sicuramente le risposte nascono nel contesto in cui nascono le situazioni, non fuori dalle situazioni.
Molto probabilmente la cosa più pesante nelle tragedie è l'attesa, la difficolt di tenenere in mano la situazione quando succedono delle tragedie di questo tipo.
In questo caso specifico le persone non hanno accettato che le vittime non abbiano preso immediatamente atto che c'era una trappola di fuoco. Il punto della questione è che innanzi tutto fino ai 20 anni non c'è la velocità nell'elaborazione del pericolo con responsabilità da adulto e non da adolescente.
Ma principalmente la sfumatura che manca è che la coscienza comune agisce a seconda della reazione del gruppo, quindi mancava qualcuno che gestisse l'emergenza.
MC