DENISE GUEYE-MARCO CARTA PRESENTANO LE STORIE DI IERI
DENISE GUEYE-MARCO CARTA PRESENTANO  LE STORIE DI IERI


IN USCITA IL 26 MARZO SU TUTTE LE PIATTAFORME DIGITALI E SU SUPPORTO FISICO PER CLAIR DE LUNE

L’ALBUM LE STORIE DI IERI DEL DUO  DENISE GUEYE-MARCO CARTA. RIGORE FILOLOGICO E RICERCA DI SINCERITÀ PER UN RAFFINATO VIAGGIO SONORO  NELLA PARABOLA DI LIBERTÀ  E NELLA SPIRITUALITÀ LAICA DI FABRIZIO DE ANDRÉ


IL 19 MARZO LA PRESENTAZIONE IN ANTEPRIMA ALLA BIBLIOTECA COMUNALE DI ITTIRI

(VIA MARCONI 13), ore 18.00


In uscita il 26 marzo su tutte le piattaforme digitali e su supporto fisico, per ClairedeLune, l’album Le storie di ieri del duo Denise Gueye- Marco Carta: rigore filologico e ricerca di sincerità per un raffinato viaggio sonoro nella parabola di libertà e nella spiritualità laica di Fabrizio De André.

Le coloriture speziate della vocalità di Denise Gueye regalano un fascino inedito a un canzoniere entrato nel DNA di più generazioni.


Le Storie di ieri verrà presentato live, in anteprima, il 19 marzo alla Biblioteca Comunale di Ittiri (Via Marconi 13), con inizio alle 18.00.

La pubblicazione di questo disco- spiega il duo- è il compimento di un progetto dedicato alla musica di Fabrizio De André, nato nel 2023 e presentato in anteprima al Faber Festival di Tempio e successivamente al Castello di Pergine (Trentino),in collaborazione con l'Associazione Musicale La Follia Nuova ODV, oltre che nell’ambito di altri importanti festival nazionali. Si è trattato di un lavoro corposo e in costante evoluzione, che ha visto anche l'esecuzione del recital “Le Anime di Spoon River” (con letture tratte dalla “Antologia di Spoon River ” e testi originali elaborati da Gueye), già presentato all’ Ethno's Festival Letterario e in altre rassegne culturali.


Il repertorio scelto- spiega il duo- attinge dagli album e dai singoli degli esordi di Faber, una miniera d’oro di brani, relativamente sconosciuti

(la lebretoniana Ballata del Miché, Fila la lana, adattamento di un brano popolare francese del XV secolo, File la laine; Il fannullone, una pernacchia in musica alle convenzioni borghesi, con l’emblematico verso non si risenta la gente per bene/se non mi adatto a portar le catene).

Alcune canzoni, tuttavia- proseguono gli artisti- sono legate ad album successivi (Storia di un impiegato, Non al denaro, non all’amore, né al cielo, Volume 8). Le tematiche affrontate sono molteplici, dall’umanizzazione e dall’amore verso gli ultimi ai grandi temi della fede, della religione e delle relazioni. Gli arrangiamenti, sebbene talvolta complessi, sono adagiati su una scrittura poetica e musicale essenziale. Questo ha permesso una trascrizione quasi integrale delle strutture. Inoltre, è un repertorio che amiamo istintivamente e, provando diversi brani di De André, alcuni brillavano più di altri nelle nostre esecuzioni.


La title-track, Le storie di ieri, è proposta nella versione contenuta in Volume 8 di Fabrizio De André, nato dalla collaborazione con Francesco De Gregori e pubblicato dalla Produttori Associati nel 1975. Inizialmente incluso nell’album omonimo di De Gregori, conosciuto come La Pecora, il brano venne bloccato dalla Rca e riproposto un anno dopo in Rimmel e in Volume 8.

Nella versione originaria del testo, al posto di “nuovi capi”(i nuovi capi hanno facce serene e cravatte intonate alla camicia) veniva nominato Giorgio Almirante, segretario del Movimento sociale. Il duo Denise Gueye e Marco Carta ripropone la versione incisa da De André, che scelse una sorta di via di mezzo,“il gran capo”.

Mio padre aveva un sogno comune, condiviso dalla sua generazione- canta Denise Gueye nella versione di De André, che fa retrocedere la storia comune a sogno condiviso; a parlare al cortile è “la mascella”, grottesca sineddoche in un brano sospeso tra totalitarismi vecchi e nuovi e speranza di una piratesca inversione di rotta.

Da Volume 8 sono tratte anche l’autobiografica Giugno’73 e Nancy, traduzione di una canzone del cantautore canadese Leonard Cohen (Seems so long ago Nancy).

Nel suo linguaggio attenuato e sfocato, [...] disegna le immagini quasi girando loro attorno, lasciando indizi e simboli - le calze verdi, il palazzo del mistero, i capelli - come nella scena di un sogno, di un ricordo, di una vecchia foto.

[Doriano Fasoli, Fabrizio De André. Passaggi di tempo, Edizioni Associate, Roma, 1999, p. 202]


Tre le incursioni in Non all’amore, non al denaro né al cielo (Un malato di cuore, Il suonatore Jones, Un medico),liberamente tratto dall’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, nato dalla collaborazione con Giuseppe Bentivoglio e Nicola Piovani e pubblicato nel 1971 dalla Produttori Associati.



Il duo si cimenta con una narrazione profondamente umana, canta i topoi della vita di provincia, quell’invidia e quella scienza che sono le costanti dell’intero lavoro, e la rivincita - per usare le parole di Fabrizio De Andrè- dei disponibili.

Il suonatore di violino (che è diventato per ragioni metriche di flauto) è uno che i problemi esistenziali li risolve, e se li risolve perché, ancora, è un "disponibile". È disponibile perché il suo clima non è quello del tentativo di arricchirsi ma del tentativo di fare quello che gli piace: è uno che sceglie sempre il gioco, e per questo muore senza rimpianti. Non ti pare che sia perché ha fatto una scelta? La scelta di non seppellire la libertà. (Dall'intervista rilasciata da De André a Fernanda Pivano).


Canzone del padre e Verranno a chiederti del nostro amore sono tratti dal controverso Storia di un impiegato; una fulminante sintesi aforismatica del concept può forse trovarsi in un verso di Oliviero Malaspina, storico collaboratore di Faber: Poi diedero la parola agli innocenti | ed il silenzio fu terrificante (da Poi, Hydra/Ululati), che sembra riecheggiare il martellante per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti di Canzone del maggio.

Suggestivo il pot-pourri Il sogno di Maria- Ave Maria, da La buona novella, pubblicato nel novembre 1970 dalla Produttori Associati.


Se nel primo album- spiega il duo- i riferimenti erano stati i manoscritti originali di Lorca e le rivisitazioni di Chano Dominguez e Ana Belén, in questo caso ci siamo attenuti a un’unica fonte: i dischi di Fabrizio de André. Come anticipato, la trascrizione è stata fedele agli originali. Pur non essendo concepite per un unico strumento, le linee melodiche e armoniche dei vari ensembles che hanno accompagnato il cantautore sono chiare, sempre intellegibili. L’unica “licenza poetica”, intrapresa senza esitazioni per motivi di resa sonora, è stata quella di cambiare alcune tonalità, per differenze di registro canoro. In prima battuta, abbiamo registrato i brani come esecuzioni intere in presa diretta. Successivamente, pur convinti del risultato iniziale, ci siamo resi conto di quanta ricchezza questi brani potessero celare: gli originali sono scritti in modo egregio, e questo ne permette una forte rielaborazione. Abbiamo quindi aggiunto, qua e là, qualche discreta sovraincisione, soprattutto cori e doppie voci strumentali. Non abbiamo calcato troppo la mano, infine, per non determinare una differenza troppo grande tra quello che è il live e la registrazione in studio.






Tracklist completa:

1.La Ballata del Michè

2.Fila la lana

3.Un malato di cuore

4.Il suonatore Jones

5.Un medico

6.Il sogno di Maria - Ave Maria

7.Nancy

8.Giugno ’73

9.Le storie di ieri

10.La canzone del padre

11.Verranno a chiederti del nostro amore

12.Il fannullone


Crediti

Denise Gueye: Voce - Cori - Arrangiamenti

Marco Carta: Chitarra Classica - Arrangiamenti

Pier Piras: Mastering & Mixering

Gabriele Zuncheddu: Progetto Grafico

Marco Carta: Progetto Grafico Copertina

Prodotto da: Clair de Lune - Bruno Camera Produzioni Musicali



Il DUO

Il duo composto da Denise Gueye e Marco Carta nasce nell’estate del 2021, con la produzione del Romancero Gitano (per coro e chitarra classica, testi del poeta Federico Garcìa Lorca) di Mario Castelnuovo-Tedesco ad opera della Polifonica Santa Cecilia, diretta dal Maestro Matteo Taras.

Nell’ambito della medesima produzione, il duo ha rielaborato per chitarra e voce alcuni brani delle “Canciones Populares Antiguas”, originalmente concepite da Lorca per pianoforte e soprano. Tali brani sono trascritti dalla tradizione canora spagnola, e fanno parte della musica popolare.

Il duo ha preso parte al recital, con focus su Federico Garcìa Lorca e la musica popolare spagnola, alla Ehrbar Saal di Vienna (Moment Musical), al Festival “La follia nuova” a Bolzano, al Festival Internazionale della Chitarra di Bortigiadas, al Festival Alpen Classica presso il Museo Etnografico di Innsbruck, al Festival Anima Mundi (Cuglieri), al Festival Musicale Melos, al Festival Internazionale del turismo (Archivio Mario Cervo di Olbia),

Da ricordare- tra i tanti- il concerto al MAN di Nuoro in occasione della mostra dedicata a Guernica, l’esibizione al Jazz club VogelfreiRaum (Rankweil), il live al chiostro di S. Francesco di Alghero (Musica e Natura) e al Jazzino di Cagliari, uno dei più importanti jazz club d’Italia.

Il progetto sulle Canciones di Garcìa Lorca è sfociato nella pubblicazione del loro primo album, “Velas Blancas Y Ramas Verdes” (Classical Music, 2022).


















I prossimi appuntamenti live:

19 Marzo, Biblioteca Comunale, Ittiri, ore 18.00

27 Marzo Radio Vaticana Roma

30 Maggio Pinacoteca Contemporanea, Laerru, ore 20.30




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