Le Bio Veg Crepes: un balzo in India alla Fiera Fa' la Cosa Giusta
Le Bio Veg Crepes: un balzo in India alla Fiera Fa' la Cosa Giusta
Bohemien, come essere a Bangalore, ma anche in America, o forse a Bombay, o a Hosur, perché ci sono idee che appena le vedi, sembrano essere quelle giuste, ti concentri e sei da un'altra parte, insomma hanno un qualcosa di vero, di reale, che convince subito. Oggi abbiamo conosciuto la cucina da strada tipica dell'India delle città: il Caravan Crepes, di Bio Bliss Vegetarian Food, ovvero il furgoncino, in questo caso proprio una roulotte, che cucina per strada le crepes. Tipico dei paesi dove vi sono grandi distanze da percorrere e la sera non si rientra sempre a casa, tipico anche dei luoghi dove conviene spostarsi spesso, dove la gente mangia volentieri anche per strada.

Un salto indietro nella cucina indiana: se la carne e il pesce sarebbero banditi, per chi rispetta pienamente un dettame vegano, anche le uova e il latte o i latticini non sono previsti. Ecco che allora una prima considerazione da fare è tale: le crepes indiane sono vegetariane o vegane, non contengono pesce o carne o loro derivati, opzionalmente e solo in alcuni casi, possono contenere del latte.

Possono essere dolci, con la marmellata, oppure salate, con vari tipi di pesto: quelle cucinate oggi presso la Fiera Fa' la Cosa Giusta sono però sempre fresche e appena cotte, ancora calde e croccanti, sottilissimi e un piacere vero, tutto da gustare.

Ce le hanno preparate due giovani imprenditori molto particolari: "Diventiamo ciò che mangiamo e ciò che pensiamo" è il motto che muove la giovane coppia formata da Chandrika (Cinzia) e Chaitanya (Marco) che offrono in questi giorni il loro cibo indiano vegetariano alla roulotte del Bliss Veg Food. La loro roulotte è proprio fuori nella strada, tra i mercatini della frutta e degli alimenti, presso la fiera, e offre servizio di ristoro durante tutta la durata della manifestazione.

Come non provare ad assaggiare una crepe vegetariana? Detto e fatto, ma con molta calma, tanto da avere il tempo di notare che si tratta di un progetto solidale, che ha ricadute dirette anche sulla società indiana, con 3 euro si dona un pasto a un bambino, con pochi centesimi si aiuta l'associazione locale nella sua attività. Con il loro lavoro aiutano una comunità di bambini in India, abbiamo di conseguenza chiesto loro se sono induisti oppure no, poiché il sospetto che qualcosa di più ci fosse, dato il grande impegno nel dare un messaggio pulito e sereno del loro lavoro, è la prima cosa che balza all'animo.

"L'induismo non è una religione, ma è una filosofia e uno stile di vita" ci ha risposto Chandrika "la metà di quello che riusciamo a guadagnare viene usata per la comunità in India, dove siamo stati diverse volte, il nostro lavoro è nato da un lento avvicinamento alla cultura e alla filosofia indiana, anche se siamo italiani". Cinzia e Marco sono infatti una coppia italiana, mentre lavorano trasmettono la pace.
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