Dimmi come lo vuoi e lo avrai: le ricerche di mercato
Dimmi come lo vuoi e lo avrai: le ricerche di mercato
Si sa che le aziende produttrici di beni di consumo cercano di attrarre a sé sempre più clienti, soffiandoli alla concorrenza. Ma come fare per fornire loro proprio il prodotto che cercano? Come fare a scoprire il motivo per cui la gente preferisce i cereali per la prima colazione dell’azienda concorrente piuttosto che i propri? Come essere sicuri che il nuovo dentifricio che si ha intenzione di immettere sul mercato avrà le dimensioni giuste, il colore giusto, il nome giusto?
Per rispondere a questi interrogativi, le aziende si affidano sempre di più a ricerche di mercato. Sostanzialmente ci sono dei siti internet – a cui chiunque si può registrare in maniera gratuita – che periodicamente inviano all’utente dei sondaggi di opinione, somministrandoli in base al target. Ad esempio, se si deve misurare l’opinione su un detersivo, il sondaggio sarà inviato quasi solamente a donne adulte.
Se il sondaggio riguarda l’opinione su un prodotto già esistente, le domande verteranno sulla frequenza di utilizzo di una determinata categoria di prodotti (ad esempio prodotti per la prima colazione), e successivamente sul prodotto specifico: lo conosci? L’hai mai usato? Con quale frequenza? Ti piace la consistenza? Lo consiglieresti ad altre persone? Cosa miglioreresti? Cosa ne pensi del prezzo?
Se invece il prodotto è ancora in fase di elaborazione e non è stato immesso sul mercato, le domande saranno di questo tipo: secondo te, quale tra questi nomi lo rappresenta meglio? Quale tra queste confezioni ti piace di più? Quanto si differenzia dagli altri prodotti in commercio? A quale prezzo lo venderesti? Lo consiglieresti ad altre persone? E così via.
Inoltre, può capitare che l’azienda invii al potenziale cliente il nuovo prodotto, in modo che lo provi di persona e successivamente risponda a un altro sondaggio relativo all’esperienza di utilizzo.
Di solito, a ogni sondaggio corrisponde un tot di punti. Al raggiungimento di una determinata soglia di punti, l’utente può scegliere una ricompensa. I premi variano da ricariche telefoniche, bonifici su conto PayPal, buoni da spendere in negozi convenzionati (Rinascente, Upim, Coin, Decathlon ecc.) oppure su siti di e-commerce.
Questo sistema è positivo sia per l’azienda, che invece di muoversi alla cieca ha già le risposte che cerca e non rischia di sperperare capitali inutilmente, sia per gli utenti finali, i quali ricevono sempre più dei prodotti che tengono conto delle proprie esigenze.
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Autore : Cinzia Crinò
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