
La nona edizione del Festival degli “Invincibili” a Trento si è chiusa ieri sera con 60mila presenze, oltre 150 eventi e più di 300 ospiti tra campioni, allenatori e protagonisti dello sport. Teatri e piazze pieni, forte partecipazione dei giovani e crescita dei camp dedicati. Trento si presta come logistica per questo tipo di eventi: una città organizzata e tranquilla che ha molti spazi di socializzazione, puliti e ordinati, che possono assumersi il carico di fare un grande lavoro di partecipazione, sia a livello di presenze fisiche di persone, sia di intrattenimento soft, come lo è quello di un festival.
La vita del Festival dello Sport ha moltissime sfaccettature: è innanzitutto un'occasione per incontrare, dove si attende il momento, gli sportivi che piacciono e che interessano, quando siamo stati tifosi, fan, di uno sport, quale mai era il nostro desiderio, se non quello di incontrarci faccia a faccia con i nostri beniamini?
Dal 1 al 4 ottobre si sono alternate moltissime attività, a cui in gran parte si è partecipato al completo, con moltissimi spazi da tutto esauriti.
Evidentemente non possiamo essere dovunque, ma quale mai occasione ci sarà, ad esempio, di assistere all'atterraggio di un parapendio in centro città? Solo il Festival dello Sport può darci questa grande emozione, perché di questo si tratta.
Per non parlare dei CAMP: a cosa servono i CAMP? Servono per prendere contatto con delle attività sportive, che sia la pallacanestro (ecco… non chiamiamola basket per favore) o il padel, che sia l'Arrampicata di roccia che troviamo nella piazza di La Sportiva, oppure che sia l'Active Village, che ogni anno anima Piazza Dante (merita di aprire una parentesi).
Piazza Dante, durante la prima edizione del Festival dello Sport, la notte, aveva dato regalini poco gradevoli: danni, pipì e cartacce, da parte di chi la occupa fuori dai periodi degli eventi. Siamo andati avanti come cittadinanza, non ci siamo lasciati intimorire, quest'anno la città è rimasta impeccabile, compresi i giardinetti fatidici, segno che se si vuole piantare un paletto e prendere una posizione chiara, anche il resto ne prende atto.
Il discorso merita, perché, la Palazzina Liberty sede della Biblioteca e del Liber Café, attualmente in gestione nuova con Sku, che ha deciso di provarci, è una speranza: la nostra piazza merita giornate come quelle che sono appena passate, perché è il nostro passaporto, specialmente quando non ci saranno più gli autobus, che fermeranno in HUB e potrà essere spesa per tantissime cose, è comoda, bella, utile, ha delle attività per bambini e studenti e anziani, specialmente questi, che sono stati sfrattati da lì, dove invece è giusto che possano stare.
Ha preso vita per l'ennesima volta la Portela, dove ci sono ancora problemi, ma i problemi passeranno, insistendo molto in questa direzione. Chi non accetta la vita bella, non merita di essere preso in considerazione. Le cose possono e devono cambiare.
Il Festival dello Sport è anche incontro blasonato, per cui si spendono le sale come La Filarmonica, il Teatro Sociale, il Teatro Santa Chiara, la Sala de Pero e la Hall del Palazzo della Regione. E poi ci sono le altre sale, quelle che si sono aiutate a vicenda, considerato che in questi giorni, fino al giorno 11, è in atto anche lo spettacolo etnografico di Autumnus, che da Piazza della Mostra a Palazzo Roccabruna offre uno spaccato del cibo e dei vini e delle grappe, degli alcolici e dei dolci di alta qualità tipici della nostra zona.
Vivere il Festival dello Sport significa anche partecipare, giocare, ascoltare, fotografare, parlare, socializzare, cimentarsi e sperimentare, fermarsi a respirare l'aria di festival che si respira in una città dove anche i negozi, i bar, i ristoranti e i servizi si colorano di rosa "Gazzetta dello Sport" e ci catapultano in quattro giorni diversi, pieni di felicità e di energia.
Al Festival dello Sport di Trento 2026 la platea ha accolto un parterre di campioni dall’atletica: sono arrivati fuoriclasse come Gianmarco Tamberi e il suo salto in alto, Armand Duplantis, Massimo Stano, Dariya Derkach, Ambra Sabatini e Giacomo Bertagnolli, mentre il nuoto ha portato la voce autorevole del top: Ian Thorpe, Simona Quadarella e la mitica Tania Cagnotto.
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Il ciclismo ha ritrovato i suoi monumenti con Bernard Hinault, Paolo Bettini, e voi vi ricordate invece Maurizio Fondriest?
Il pugilato e il ring di Clemente Russo, Irma Testa, Johnatan Kogasso. Il calcio ha offerto un mosaico di epoche e stili con Zvonimir Boban, Oliver Bierhoff, Bobo Vieri, il ricordo di Gianluca Vialli, senza dimenticare la presenza iconica di Emerson Fittipaldi per la Formula 1 e quella di Leonardo Fioravanti per il surf.
Martina Cecco