
Oggi a Trento c’è stata una protesta degli studenti dell’Istituto Tambosi, nata soprattutto per contestare lo stop a gite e attività extrascolastiche legato alla mobilitazione di molti docenti trentini. Gli studenti chiedevano di non essere coinvolti nello scontro tra insegnanti e Provincia. Durante la manifestazione si sono però verificati dei disordini. Secondo le ricostruzioni riportate dalla stampa locale, un gruppo di giovani con il volto coperto avrebbe tentato di infiltrarsi nella protesta, causando tensioni, rovesciando cestini e provocando atti di vandalismo. Un collaboratore scolastico sarebbe stato spintonato e fatto cadere mentre cercava di fermare alcuni di loro. Successivamente parte del gruppo si sarebbe spostata verso il centro città, tra via Grazioli e piazza Venezia, dove sono stati segnalati ulteriori danneggiamenti e l’incendio di un cestino.
Le forze dell’ordine sono intervenute e cinque minorenni sono stati accompagnati in Questura per accertamenti. Il gruppo Facebook “Sei di Trento se..” ha scritto un post in merito a quanto pubblicato da tutte le testate locali, che riportano danni e atti vandalici: “Dopo quello che è successo a Milano, ci ritroviamo a parlare di nuovo di studenti, rabbia e proteste che degenerano. Ma una cosa deve essere chiara: la voce degli studenti merita di essere ascoltata, non soffocata dal caos e dalla violenza. Manifestare è un diritto. Farsi ascoltare è un diritto. Ma aggredire, distruggere e mettere in pericolo le persone non può essere la risposta. Non lasciamo che le azioni di pochi cancellino le ragioni di chi protesta pacificamente.
La scuola dovrebbe essere un luogo di confronto, non di paura.” Condanna unanime da parte di tutte le forze politiche, presa di distanza dai manifestati violenti sia da parte della scuola attraverso la Dirigente Rigotti che da parte dei rappresentanti degli studenti del Tambosi. La pagina Facebook Welcome to Trento ha pubblicato parecchi video che sono stati forniti da chi era presente all’intera manifestazione. Durante le prime ore della giornata molti giovani, quasi tutti vestiti di nero in tuta con cappuccio, alcuni stranieri, hanno occupato le strade, senza tenere fermo ai punti di assembramento, come se fossero venuti apposta per creare confusione, a latere della manifestazione.
Sono intervenuti per condannare l’accaduto il Presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti e il Sindaco del Comune di Trento, Franco Ianeselli. Immediata la risposta dell’Assessora all’Istruzione Francesca Gerosa: La violenza non può soffocare la voce degli studenti che manifestano pacificamente e nel pieno rispetto delle regole. Come assessore all’istruzione e come cittadina dichiaro la più ferma condanna agli episodi di vandalismo che si sono verificati questa mattina a Trento. Agli studenti del Tambosi va la mia vicinanza e il riconoscimento per essersi dissociati da certi comportamenti. Tutto il mio sostegno al collaboratore scolastico rimasto ferito. In vista delle manifestazioni di domani sono certa che gli studenti sapranno dimostrare maturità e senso di responsabilità, esprimendo le proprie idee nel rispetto delle regole, delle persone e degli spazi pubblici. Un ringraziamento alle forze dell’ordine per il quotidiano lavoro svolto a tutela della sicurezza dei cittadini e della comunità, anche scolastica. — a Trento, Trentino-Alto Adige.
Condanna immediata anche da parte della Consigliera comunale di Riva del Garda Cristina Santi: ̀’ ̀’ ha scritto. Quanto accaduto oggi a Trento, davanti all’Istituto Tambosi, è grave e inaccettabile. Gruppi di ragazzi a volto coperto che creano disordini, minacciano le attività commerciali e danneggiano gli spazi pubblici non c’entrano nulla con la democrazia. La vera libertà si fonda sul rispetto delle regole, dei beni comuni e della sicurezza di tutti. ̀ , .
Chi danneggia non manifesta a difesa di un pensiero o dei valori, ma lede tutta la comunità.Un grazie di cuore alle Forze dell’Ordine e ai Vigili del Fuoco, intervenuti con prontezza. Si è speso per commentare l’accaduto anche il presidente di Padri in Movimento, Luca Valentini: Quello che è successo stamattina all’Istituto Tambosi di Trento è il risultato inevitabile di mesi passati a ignorare i problemi veri della scuola trentina. Quando la politica provinciale prende tempo e chiude le porte al confronto, la tensione cresce e si finisce per creare una frattura inaccettabile tra studenti, docenti e famiglie. Condanno con fermezza qualsiasi forma di eccesso o degenerazione, ma la voce di chi vive la scuola ogni giorno va ascoltata: I ragazzi hanno diritto alle loro attività e alle gite scolastiche.
Gli insegnanti hanno diritto a stipendi dignitosi, tutele concrete e rispetto per le responsabilità enormi che si assumono ogni giorno. Le famiglie non possono essere lasciate sole in mezzo a questo scontro. Mentre qualcuno nei corridoi si preoccupa di escludere o fare sterili polemiche personali, noi continuiamo a metterci la faccia e a portare avanti le istanze reali. La scuola merita rispetto, non mezze promesse di facciata. Ci vediamo sul territorio e ai banchetti per raccogliere le firme e dare voce a chi non si fa mettere a tacere. MC