Giochi vecchi, ma sempre nuovi
Giochi vecchi, ma sempre nuovi
La pedagogia popolare si può ricondurre alla creazione e invenzione dei giochi, nati per allettare ed educare i bambini, i giochi rispecchiano e documentano varie forme di tradizione legate agli usi, costumi, credenze dei vari popoli e delle varie epoche.
Il famoso “mosca cieca” risale ai tempi del MedioEvo e nel Carnevale è riconducibile all’uomo bendato con la maschera da demone che afferra gli incauti per portarli all’Inferno.
Così pure il “dentarolo”, il primo giocattolo che si dà ai neonati e fornito di sonaglini, era già diffuso in epoca greca e romana e gli stessi sonagli servivano probabilmente a scacciare gli spiriti maligni.
Testimonianze della trottola di legno sono state trovate tra gli scavi di Pompei e trottole di terracotta sono state rinvenute in quelli di Troia. In un poema tedesco della metà del Duecento, un marito si lamenta dicendo che : “una trottola non potrebbe girare sotto i colpi della frusta più celermente di quanto lui debba correre sotto la sferza della moglie”.
In questo breve excursus non può mancare “la palla”: la stessa Nausicaa si fece sorprendere da Ulisse intenta a giocare a palla; nel Medioevo la palla serviva agli innamorati per attaccarci bigliettini da far arrivare alle compagne.
Il famoso “guardie e ladri” coinvolse anche Napoleone che, si narra, una sera d’estate fu fatto prigioniero da Giuseppina.
Gioco orientale è invece “l’aquilone”, con origini cinesi e coreane, utilizzato dai generali durante gli assedi e le battaglie, fu portato in Europa soltanto agli inizi del 1600.
Il balocco nell’antichità, oltre alla sua natura ludica, mirava anche al riconoscimento del proprio ruolo, alcuni giochi erano condivisi dai bambini e dalle bambine, come la palla o la mosca cieca ma altri segnavano nettamente la differenza tra il maschio (carri, soldatini) e la femmina (utensili da cucina, bambole, arredi). Per quanto riguarda il gioco degli adulti, si possono annoverare: il palio di Siena, le regate veneziane, le forze d’Ercole, il gioco del Ponte a Pisa, il tiro della balestra di Sansepolcro, etc., occasioni di festa cittadina ma anche momenti utili all’esercizio fisico degli uomini e al loro addestramento.
E’ sorprendente accorgersi che i giochi rimangono invariati nel tempo e al di là di ogni confine, l’emblema è il gioco del girotondo, raffigurato in ritrovamenti archeologici vecchi di millenni, bambini e adulti uniti senza distinzioni di lingue e culture ma con l’unico intento di divertirsi.
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Autore : Laura Graziosi
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