Pelliccia: sintetica o ecologica, quella animale non si usa più
Pelliccia: sintetica o ecologica, quella animale non si usa più
Pelliccia, un amore a prima vista? Ogni anno nel periodo invernale si discute della pelliccia (intesa come un giubbino/giaccone/cappotto ottenuto dalla lavorazione del pelo di animali più o meno rari ed esotici), insieme alla pelliccia si uniscono la pelle e le squame dei serpenti rari.

Ora attenzione, perché la moda ha cambiato verso (per fortuna) puntando anche per l'alta moda sulla pelliccia sintetica (che non è ecologica, la pelliccia ecologica è una cosa diversa) che consente di avere capi di abbigliamento assolutamente durevoli, pregiati, nonché anche costosissimi ma che non uccidono animali "selvatici" come ermellini, volpi, visoni bensì li riproducono.

La scelta, il cui "via" è stato dato da Gucci nel 2010, è stata merito di notevole impegno da parte dei consumatori che hanno preso posizione in merito: se il prodotto finale è buono non serve uccidere animali. Quasi la totalità degli italiani (l'85%) è contrarissimo alla pelliccia di animale raro o selvatico, mentre non è contrario all'uso della pelle. Non è banale, perché il mercato delle pellicce non è sempre stato così, la pelliccia negli anni ottanta era "in". Ora è "out". La pelliccia sintetica "migliore" non costa cento euro, parte dai 500 euro per un pezzo piccolo, per arrivare ai 5000 euro per un pezzo buono. Motivo per cui, considerati i tempi, resta comunque un lusso. Non è ecologica, perché fatta con un derivato del petrolio, tuttavia non è simbolo di morte.

Per chi avesse invece una pelliccia in casa? Il consiglio razionale è di non disfarsene, in realtà una pelliccia di pelo di animale, come una giacca di pelle, dura vent'anni in più di una giacca o di un cappotto normale, dura una vita intera. Dunque per giacche e pellicce di pelle e pelo veri esiste un riuso (per pellicce appunto ecologiche) che consente di non buttare un prodotto seppure desueto ma molto prezioso, costato la vita agli animali, ma di essere rivitalizzata, cioè recuperata, per splendere ancora e quantomeno rendere giustizia alla vita sacrificata per ottenerla (MC).
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