
Se vi siete persi l’ultima intervista pubblicata in diretta social, di Eminem, ok, dovete andare a cercarla perché, come sempre, è interessante. L’intervista si apre con un gioco di ruoli: Eminem si presenta come “il professore” della speciale puntata Back to School (Da Ol’ Skool Way) su Shade 45, mentre D‑Stroy, al solito, fa un po’ di macello, e lo introduce come “il padre dello stile”, pronto a raccontare gli anni della formazione di Young Marshall. Visti i vari crimini commessi da Marshall su Slim Shady serve capire che cosa farà Eminem adesso? Ecco, ce lo spiega. L’atmosfera è leggera, ma il contenuto è un viaggio profondo nelle origini della sua identità artistica Bro!
Marshall ricorda che, prima dell’hip-hop, il suo mondo era il disegno. Da bambino copiava ossessivamente fumetti e immagini, incapace – dice – di creare dal nulla ma abilissimo nel riprodurre ciò che vedeva: chiamato tipo artwork Re-Up, realizzato in sezioni e poi montato al computer: sono stati mesi di lavoro che oggi non rifarebbe più. Disegnava mentre “prendeva un sacco di droghe”, un periodo caotico ma creativo che probabilmente molti fans non ricordano, perché in Italia poco se ne è parlato. Ha raccontato di aver registrato di notte trasmissioni che poi riguardava perché non aveva la possibilità di comprare quintali di cassettine, che ha trovato album pirata introvabili, non alla sua portata, una vita da ragazzino come “noi” normalissima, cambia che queste faccende hanno dato frutto! SiriusXM aveva postato alcuni spezzoni, ma ePro vi consente di ascoltare tutta l’intervista. Di seguito quello che ha detto Eminem, in questi 29.33 minuti di trasmissione, a un anno circa dall’uscita del docu-film-bio “Stans”. “Young Marshall discoverin’ HipHop”.
Il momento che cambia tutto arriva grazie allo zio Ronnie, che gli porta la colonna sonora di Breakin’. Il brano “Reckless” di Ice‑T lo folgora: da quel giorno, dice, la sua vita prende una direzione definitiva. Non avendo molte cassette, registrava di notte le trasmissioni del Wizard su WJLB: una trasmissione che si riesce a reperire in archivio, attualmente, non disponibile in chiaro; un mix imprevedibile di house, funk, techno, R&B e rap che lo trasformò in una “spugna” pronta ad assorbire ogni frammento sonoro. Si sentiva stimolato a ripetere queste cose, come se il suo istinto lo guidasse a imparare tutto e mixarlo in testa.
Tra le influenze decisive c’è LL Cool J. – Radio, ascoltato avanti e indietro in loop fino a impararlo a memoria. LL non lo colpì solo musicalmente: leggendo la sua autobiografia, Eminem scoprì di condividere con lui molte difficoltà familiari, rendendo un profondo solco di un ulteriormente legame artistico. A 13 anni scrisse il suo primo rap, completamente modellato sullo stile di Bad. Racconta anche le sue prime “performance” davanti alla casa della zia: un boombox puntato verso il cielo e lui che cantava per le auto di passaggio, convinto di essere un piccolo MC. Un ricordo, che, in teoria, stimolerà molti ragazzi che fanno ancora questo, visto che il genere musicale di cui stiamo parlando non potrebbe vivere senza i fans e senza il diretto apporto e contributo delle sfide RAP, che sono attualmente scivolate nei diversi media, ma pur sempre attive restano. Quanti con la boombox oggi?
D‑Stroy lo porta poi a riflettere sulle prime performance che lo segnarono: Run DMC, Melly Mel, LL Cool J. Artisti che, con carisma e sicurezza, gli mostrarono cosa significasse “tenere il palco”. Run DMC, dice, furono i primi “rockstar del rap”, mentre LL fu il primo vero “rockstar solista”. Le più importanti performances della musica dell’epoca hanno segnato la formazione di Eminem, che ha preso da questi quanto potessero dargli, come veri e propri maestri di musica.
La conversazione entra nel cuore tecnico dell’intervista: la scoperta delle rime multisillabiche. Eminem racconta come Rakim, Big Daddy Kane, G Rap e Master Ace gli aprirono gli occhi su una complessità metrica mai sentita prima. Per allenarsi, scriveva frasi complicate e allineava le sillabe per farle combaciare perfettamente, anche quando il contenuto non aveva senso. Solo dopo imparò a rendere quelle strutture coerenti. Spiega che la “skillset” non è soggettiva: come nello sport, certe abilità sono oggettivamente misurabili. le metriche del RAP partono da concetti che sono sostanzialmente fonetici e algebrici, per cui non si possono commettere errori, sono sostanzialmente misure scientifiche. Non sempre classificate, ma scientificamente dimostrabili.
Parla poi di Redman, maestro nell’arte di “piegare le parole” per farle suonare in rima anche quando non lo sono. La musica si apre a nuovi orizzonti quando Eminem capì che non esistono regole fisse per il parlato e che si può manipolare la pronuncia per creare nuove possibilità. Questa fondamentale skills rende i testi meno meccanici e più probabilmente è anche quello che ad oggi contraddistingue Eminem da molti rapper che non hanno ancora imparato a domare la parola alle proprie necessità.
Loda Pharaoh Monch per la complessità dei pattern e Treach per la padronanza del respiro e dei cambi di ritmo: elementi che considera fondamentali per un MC. Racconta che, dopo aver ascoltato Yoke the Joker, smise di scrivere per un’intera estate perché si sentiva “inferiore” alla sua intensità. Il conduttore, D‑Stroy gli chiede quale dei suoi brani richieda più controllo del fiato: Eminem risponde che i pezzi lenti sono gestibili, mentre Rap God è un incubo tecnico perché “non ho lasciato spazio per respirare”. SIRIUSXM HERE
Verso la fine, l’intervista si sposta sul ruolo di Detroit. Eminem spiega che non voleva “mettere la città sulla mappa”, perché Detroit aveva già MC importanti, ma fu un onore contribuire a portare attenzione mondiale sulla scena locale. Ricorda il momento in cui capì di essere passato da studente a modello: dopo l’uscita di The Slim Shady LP, iniziò a sentire rapper che cercavano di imitare il suo stile, un’esperienza che definisce “surreale”.
La chiusura è giocosa: Eminem scherza sul fatto che, se fossero tutti insieme in studio, farebbe un passo di breakdance. La campanella suona: “Class dismissed”. So let’s race.. 🙂
MC