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Per laurearsi si deve spogliare
Per laurearsi si deve spogliare

OMAHA.  Una ragazza universitaria della University of Nebraska-Omaha ha svolto un tirocinio parecchio caratteristico per la sua tesi di laurea, la spogliarellista.

Jenny Heineman, studentessa di sociologia, ha detto di aver lavorato tantissimo per “dare alla luce” le spogliarelliste e le “lavoratrici del sesso”, e per svolgere tutto ciò è voluta accedere nel loro mondo. La sua tesi, è intestata “Gender and Work: An Ethnography of a Midwest Strip Club” ha avuto il massimo de voti.

Di giorno, Jenny svolgere un lavoro al Blue Line Coffee Shop, mettere in vendita cappuccino e pasticcini. Ma come studentessa di sociologia in Europa, la 22enne si è appassionata a ben altro lavoro. “Stavo seguendo un corso sul rapporto tra sessualità e la cultura, e ho potuto scoprire la cultura underground dei lavori legati al sesso, e mi sono interessata ai diritti di queste lavoratrici”, dichiara Jenny.

“Una volta ritornata negli USA, la mia curiosità ed il desiderio di lavorare con queste donne mi ha portato a cercare un lavoro di questo tipo”. E così ora di notte Jenny Heineman balla al “The 20s Club”. “Sono sul palco circa quattro volte, in un turno di 5 ore, e il mio pensiero è solo quello di non cadere…”. Il tempo rimanente lo passa tra i clienti, e con alcuni ballo ai tavoli. “Ho anche imparato a camminare con grazia con tacchi a spillo di 15cm”, racconta Jenny.

Il suo esperimento con i clienti e le colleghe è stato seguito e valutato dal professor Shireen Rajaram. “Credo sia un tema molto interessante, e Jenny ha avuto molto coraggio, diceva che solo attraverso questo tipo di esperienza in prima persona un sociologo può realmente capire un mondo senza cadere negli stereotipi”. Del resto, chiarisce Rajaram, “si tratta di un’enorme industria, e è quindi importante che noi socio-antropologi la capiamo meglio, soprattutto nelle ingiustizie che incorpora”.

Secondo Jenny, l’illegalità più grande è l’esclusione che le spogliarelliste devono sopportare. “Molte lo fanno per mantenere la famiglia, magari come madri single. Lavorano duro, ed è un lavoro pesante”.

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Autore : Marina Prota
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