«Apologia di Raymond Sebond» di Michel de Montaigne
«Apologia di Raymond Sebond» di Michel de Montaigne
Sembra che la presunzione sia l’unico dono che la natura ci ha fatto per consolarci del nostro stato miserabile e meschino.
Epitteto dice che l’uomo non ha nulla di veramente suo se non l’uso delle proprie opinioni. Non disponiamo che di vento e fumo.

L’Apologia di Raymond Sebond rappresenta il settimo e ultimo volume dei Saggi di Montaigne, dopo Coltiva l’imperfezione, La fame di Venere, Sopravvivi all’amore, Scopri il mondo, Costruisci te stesso e Filosofia come arte di vivere. Con il suo consueto stile brillante e i suoi molteplici riferimenti alla tradizione classica, Montaigne ci porta nuovamente a esplorare i limiti della nostra capacità di interagire con il mondo e nel mondo, con l’obiettivo di stimolarci a concepire alternative sostenibili per dare nuove forme alla nostra vita. Montaigne ci presenta una raffinata riflessione sulla vanità del sapere umano e discute le ragioni dell’ingiustificata subordinazione della razionalità delle bestie a quella dell’uomo. Le conseguenze di questa presunzione, lungi dall’essere criticate in nome di una speculare ignoranza, rappresentano la cifra della multiformità e della complessità della nostra esistenza, oltre che delle smisurate ambizioni della ragione umana.
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