La poesia di Tiziana Marini tra Guido Gozzano e Jacques Prévert
La poesia di Tiziana Marini tra Guido Gozzano e Jacques Prévert
L’ultima raccolta poetica (Passa il cuore sulla terra, Edizioni Tracce, 2014) consacra Tiziana Marini come una poetessa intimista, delle piccole cose, delle scene famigliari alla maniera della Signorina Felicita ovvero la Felicità di Guido Gozzano cantore delle banali azioni quotidiane: Talora - già la mensa era imbandita /| mi trattenevi a cena. Era una cena / d’altri tempi, col gatto e la falena / e la stoviglia semplice e fiorita / e il commento dei cibi e Maddalena / decrepita, e la siesta e la partita...(La signorina Felicita, vv. 97-102). Si legga, per esempio, del libro di Tiziana Marini, la poesia intitolata La casalinga onnipotente a p. 69: La tovaglia / di lavanda odorosa / e al centro / un cesto di rose piccine. / Ad ognuno il suo piatto, / il bicchiere, / il suo cibo. / Dispongo in microsistema solare, / distanza, / uguaglianza, / e giustizia, / apparecchio l’amore. / E in questo distribuire / nutrire e armonizzare / forse mi sento un po’ immortale oppure ancora Il ferro a vapore a p. 76: Faccio pianura / sulle tue camicie, / oceani stendo / di lenzuola, /esploro pieghe, / angoli inaccessibili, /con punte rompighiaccio. La pesante arte / del ferro a vapore / è un vecchio treno / che corre, / terra d’Islanda, /balena sbuffante, / champagne agitato. Per un attimo, / per un breve pensiero, /sono altrove fino a La stanza proibita (p. 55), Il sogno di Alice (p. 24) e Sola, fra le mani (p. 51). Altrove, i suoi versi riportano alla quotidianità cantata alla maniera di Jacques Prévert (Déjeuner du matin, cantore dell’amore), come in Cena per due (p. 94): Apparecchio per due / nella nostra cucina, / con la tv accesa / e non manca nulla / come sempre. / Non mangio i ricordi / ma i piccoli gesti / delle tue mani / sul tovagliolo, / il tuo sguardo, / ti parlo e mi parli / come un tempo / ed è questo il tuo posto. Sempre mi chiedo / chi dei due viva ancora / per davvero. Ma questa realtà vissuta così interiormente e lucidamente attraverso le varie sezioni (ALBA Gemmante sole, MATTINO Con le ciliegie alle orecchie, MERIGGIO Il vuoto meno vuoto, NOTTE Un bicchiere di luna), che sono le fasi della vita, si amplia e diviene simbolo universale che rappresenta un mondo che appartiene a tutti: Il mondo invisibile / nel mondo visibile (p. 96) e la stramba voglia / di sognare in grande (p.100). Tiziana parla di una felicità cauta, che rischia di essere breve, una felicità vissuta lentamente, a poco a poco, gustata. Parla di armonia precaria. La poesia della Marini ha tutte le movenze di quello che viene chiamato minimalismo americano di cui è capostipite Raymond Carver (1938 –1988), scrittore, poeta e saggista statunitense: Un attimo fa ho dato un'occhiata nella stanza / ed ecco quel che ho visto: / la mia sedia al suo posto, accanto alla finestra, / il libro appoggiato faccia in giù sul tavolo. / E sul davanzale, la sigaretta / lasciata accesa nel posacenere. / Lavativo!, mi urlava sempre dietro mio zio, / tanto tempo fa. Aveva proprio ragione. /Anche oggi, come ogni giorno, / ho messo da parte un po' di tempo / per fare un bel niente (Raymond Carver, Dolce far niente). Ma si badi bene, nessuna interpretazione negativa dell’affermazione, anzi. Per Tiziana, come per Carver, dal piccolo – il minimo mondo (p. 63) - si va al grande, un immenso entra nel finito: così il cielo si specchia / nel bicchiere colmo e diventa mare; la vetta e la valle / sono una cosa sola. La poesia contiene tutto. Dunque la poetessa Tiziana Marini, attenta agli echi del passato, si colloca saldamente nella tradizione poetica moderna creando però uno stile tutto proprio. Attraverso la sua scrittura, che è lineare ma attentamente e finemente cesellata, Tiziana indirizza il lettore attraverso le coltri di una grigia quotidianità per svelargli, all’ improvviso, solo per un attimo, la poesia che resta nelle piccole vite descritte. La poesia è fortemente concentrata sulla vita quotidiana, di cui, riesce a esprimere efficacemente le tensioni fondamentali: un certo spaesamento esistenziale, il bisogno di essere amato, di comunicare in modo sincero. Il dolore vissuto non impedisce alla Poetessa di vivere ancora la bella stagione; il verde della speranza (nelle sue poesie quello dell’erba, del prato) è sempre presente. Attraverso le sezioni citate Tiziana si interroga su se stessa, si guarda, si analizza, si propone. La poesia che in assoluto la rappresenta, a mio avviso, è Il pesce rosso a p. 58: Io sono un pesce rosso, / ingrandito dall’acqua, / ma in realtà metà / di come sembro. / Sono un pesce rosso / che in una boccia di vetro / con tre bicchieri d’acqua, / vede l’oceano / e di questo scrivo / applicandolo al mondo. In questa lirica c’è tutta la visione poetica di Tiziana che non canta se non ciò che è sotto i suoi occhi (di questo scrivo), che canta la realtà che vive; che con la fantasia e la creatività riesce a trasformare tre bicchieri d’acqua in oceano. Nell’immedesimarsi con il pesce, che è il simbolo dell’elemento acqua in cui vive, la poetessa si indentifica positivamente con la vita che percepisce e descrive con serenità e che accetta nel suo fluire: mi abbevero al fiume immobile / e smuovo l’acqua. / Fiume nel fiume / cerco un oblio tenace… (p. 57). Inoltre il pesce è di colore rosso che è la tinta del fuoco e del sangue, simbolo del principio della vita, con la sua forza, la sua potenza, il suo espandersi. I due termini si rafforzano a vicenda. La metafora dell’acqua, sotto forma di fiume, mare, pioggia, oceano, lago, ecc. ricorre spesso nelle liriche di Tiziana e rappresenta, dunque, la fonte della vita, un mezzo di purificazione, un centro di rigenerazione. Addirittura l’acqua è per lei liquido amniotico (p. 55). Termino con la presenza costante della neve, acqua anch’essa e simbolo dell’effimero: Anche quello che resta / se ne va /come la neve / dopo tre giorni sul balcone (La conseguenza della neve, p. 77).. Tiziana Marini, Passa il cuore sulla terra, Edizioni Tracce, 2014
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