Junk Food: i minori e il pranzo fuori casa
Junk Food: i minori e il pranzo fuori casa
Quando c'è un problema, c'è sempre qualcuno che pensa di risolverlo con una tassa: è il caso della campagna per la tassazione del “junk food” cibo diciamo spazzatura, definizione che di per sé non descrive niente, se non una idea di alimenti che per qualche motivo devono per forza essere dannosi alla salute.

Preso atto che non parliamo qui di una questione sanitaria e igienica, per cui è ovvio che tutti speriamo di trovare nei ristoranti, nei bar e nei grill del cibo che rispetti qualche norma, di qualsiasi genere, spetta a noi poi decidere se scegliere quel tipo di alimento o no .. cerchiamo di fare luce sul problema dell'abuso del “fast food” inteso come cibo veloce generico e sulla golosità di mettere una tassa su prodotti che per forza di cose sono super consumati, sia da pendolari che da lavoratori e dipendenti che non hanno tempo per rientrare a casa per il pranzo.

1. Non tutti i cibi veloci possono essere stimati come “junk food” il cibo diventa sempre dannoso quando si esagera, anche se si parte da un piatto naturale e sano .. anche troppa insalata diventa junk se si consuma solo e sempre quella.
2. Il “junk food” combattuto dalla politica è quello elencato con precisione nella campagna di sensibilizzazione alla alimentazione fuori casa, parliamo di bibite da distributore, panini fritti, patatine cotte a olio, salse della grande distribuzione, pizzette e snack vari.
3. La dipendenza dallo stesso genere di cibo (che sia la patatina, la pizza o l'hamburger) diventa “junk” quando si perde il controllo sul regime alimentare.

Morale della favola: meglio una consapevolezza della propria dieta personale, che una tassa sugli snack, che serve per incamerare danaro, farci spendere comunque di più (nessuno rinuncerà al panino solo perché costa 0,10 cent in più), creare un disorientamento verso i consumi.

Chi consuma “junk food” è spesso consapevole dei propri rischi, allo stesso modo per cui il genitore che lascia al figlio i soldini per la merenda è consapevole che tra uno snack e la mela il figlio comprerà spesse volte lo snack, motivo per cui, la migliore cosa da fare, per i minori, è accertarsi che il figlio abbia in mano il cibo che gli serve per la ricreazione e i ticket per la mensa .. non i 20,00 euro per fare quello che gli pare.
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Autore : Martina Cecco
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