Viaggiare è guardare al mondo con occhi sempre nuovi
Viaggiare è guardare al mondo con occhi sempre nuovi
“ll vero viaggio non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”. Marcel Proust


Viaggiare è guardare al mondo con occhi sempre nuovi

Siamo spazi immensi
racchiusi
in Anime fragili (La Scelta, 50)

Dunque, cominciamo con un aforisma, quello di Marcel Proust che, in un suo scritto, affermava che viaggiare non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi. È ciò che asseriva anche il grande fotografo Herb Ritts e ne ha dato prova nella realizzazione delle sue immagini.
Che il libro di Michele Cioffi dal titolo Non avrai bisogno di chiedere, Raccolta di Pensieri ed Aforismi, prodotto dalla Fondazione Crystall Associaion, co-stituisca un viaggio è chiaro dal titolo delle quattro sezioni: La caduta, La scelta, Il mare e La rinascita. Esse disegnano una parabola che, partendo dal dolore, dalla sua accettazione, dallo sconforto (assolutamente da evitare) o dalla paura, passa attraverso la necessità di una scelta (fatta sempre con il cuore), per arrivare alla risalita e al rinnovamento: è il percorso di un cuore che si cerca: I viaggi del Cuore sono gli unici che non finiscono mai e non hanno bisogno neanche dei bagagli, ma solo del poter creare momenti unici (La scelta, 36). Stringersi forte, abbracciarsi con la propria Anima è il viaggio più straordinario. Questo percorso che è la vita non può essere scisso dall’idea del tempo, del tempo che fugge, che passa, che scorre inesorabile e che nessu-no ci restituisce…del tempo che non ha più tempo…
Il viaggio, infatti, è dunque prima di tutto un’esperienza del cuore – viaggi dei sentimenti quasi infiniti…viaggio emozionale -  e della mente, prima ancora che del corpo: I migliori viaggi li faceva guardandola negli occhi…Lì dentro ci trovava l’infinito, la tempesta di chi era rimasto in piedi nonostante i colpi subiti…La voglia d’amore mai sopita e quella speranza sempre riposta in fondo al Cuore (La Caduta, 6); La vita è un viaggio che merita di essere vissuto senza rimpianti (La caduta, 50). Non si parla solo di viaggio fisico per mare, per esempio, ma anche di viaggio della fantasia, senza confini in cerca sempre di orizzonti che scaldino il cuore (La scelta, 37). Anche la nostalgia è un viaggio che la nostra anima affronta con in mano un bagaglio pieno di ricordi…(La scelta, 3).
I grandi scrittori del passato ce lo insegnano e Michele Cioffi si inserisce nella grande tradizione della letteratura moralista francese del XVII secolo. Jean de La Bruyère (1645-1696) è stato uno scrittore, aforista e moralista francese, la sua opera più importante sono I caratteri (1688): L'amore che nasce di colpo è il più lungo a guarire. Anche François de La Rochefoucauld (1613-1680), è stato uno scrittore, filosofo e aforista francese, autore di Riflessioni o sentenze e massime morali: Non si desidera mai ardentemente ciò che si desidera solo con la ragione. E poi ancora Oscar Wilde, Voltaire, George Bernard Shaw, ecc.
L’essere umano è un mistero: è l’oceano sondato, resta l’animo umano da sondare, diceva il grande Victor Hugo. Ebbene, Michele Cioffi questo viaggio del cuore e della mente, questo sondare l’interiorità dell’uomo lo fa con i suoi aforismi. Siamo nudi di fronte alle sue parole: aforismi ovvero pensieri e ri-flessioni profondi in cui ci si rispecchia veramente tutti quanti (Emanuela Olivieri). E lo fa con il linguaggio di oggi, con gli occhi nuovi di oggi.
L’essere umano è un coacervo di contraddizioni, sogni, delusioni, rimpianti, ricordi, cadute e  pulsioni, positive e negative, nostalgia, cerca la felicità, il no-stro essere interiore è intessuto di emozioni - fluide -, sentimenti e pensieri. La parola cuore è molto presente nel modo di esprimersi di Michele, tanto che la troviamo scritta con la C iniziale maiuscola: Capita di arrivare dritto al cuore di così tante persone, da rimanerne quasi sconvolto…Quando in tutto quello che facciamo ci mettiamo il cuore, se le cose non vanno come desideriamo possiamo essere delusi ma non sconfitti (La caduta, 14). Ed è così, Michele conquista il nostro cuore, la luce del suo cuore arriva alla luce del nostro.
Anima: la metafora dell’anima è senz’altro in rapporto con la metafora del mare, entrambi principio di vita e potenze evocatrici, entrambi mobili e pronti all’ignoto: Nulla più del mare sa rispondere presente agli appelli della nostra Anima. Il mare ascolta in silenzio e restituisce con la stessa forza dei nostri timori (Aforismi Inediti, 17); Ritorno da te perché mai ti ho lasciato. Sei forza e impeto, calma e quiete. Sai raccogliere le mie preghiere, e accetti il mio ri-spetto. Sei maestro, e protettore della mia Anima…sei il mio mare”.
Rosa: notevole per la sua bellezza, la sua forma e il suo profumo, la rosa è il fiore simbolico più usato in Occidente e indica il cuore, l’anima, l’amore. La rosa decora le pagine della prima sezione intitolata La Caduta e Emanuela Olivieri nell’introduzione ci spiega i motivi di questa scelta: Ho scelto per prime le rose perché quando una persona si trova nella sua fase di caduta personale è delicata sì come una rosa ma si autodifende con le spine. Dice Michele: La differenza tra la superficialità e l’attenzione in amore, sta in chi si limita a regalare rose e chi invece impiega il suo tempo anche a non farle appassire (La caduta, 20). La rosa simboleggia l’effimero: Chi mai sceglie-rebbe di essere foglie secche piuttosto che petali di rosa…Eppure dalla caduta delle prime c’è rinascita mentre dalle seconde solo morte sicura (La scelta, 4).
Occhi: simboleggiano la capacità di saper osservare e l’unione con l’altro: Stai bene solo se i tuoi occhi incrociano i suoi. E quando questo accade, le parole smettono di avere voce. Perché le emozioni si vivono con il linguaggio del Cuore (La scelta, 13). Ci sono poi gli occhi del cuore, quelli che non hanno barriere, non conoscono limiti….(La scelta, 16).
Scrivere: è esistenza, comunicazione, è terapeutico….la primissima persona che ha tratto beneficio dalla mia scrittura sono io. La scrittura è il toccasana che permette di sentirti più leggero in un momento nel quale il peso che ci portiamo dentro è un macigno insopportabile
Anche quella delle chiavi è una metafora molto presente nel libro di Michele: Esisteva un rifugio per la loro anima, le chiavi le avevano scambiate e cu-stodite ognuno nel cuore dell’altro (La scelta, 8). Che sia isola o scrigno o ri-fugio esiste un luogo protetto e prediletto del Cuore e dell’Anima dove solo l’altro che amiamo ha accesso: Porta con te quel profumo intenso delle nostre emozioni, fanne uno scrigno le cui chiavi saranno sempre a metà tra la mia anima e il tuo cuore (La caduta, 36). In questo luogo felice diamo appunta-mento all’altro che vive nel nostro cuore, all’altro con il quale siamo una cosa sola, perché non a tutti è dato accesso al Cuore, non tutti possono e devono avere la stessa importanza dentro di noi, in quell’isola i cui custodi eravamo Io e Te (Aforismi Inediti, 29). Quindi qui è chiaro che le chiavi svolgono un ruolo di iniziazione e di discriminazione, cosa che indica con precisione l’attribuzione delle chiavi del Regno dei Cieli a San Pietro. Il potere delle chia-vi è quello che permette di legare e slegare, di aprire o chiudere il cielo, potere effettivamente conferito a San Pietro dal Cristo.
La chiave apre e la chiave chiude, apre le porte del cuore di chi amiamo e ci ama e chiude a tutti gli altri il segreto che vi è custodito: Ci sono pagine della nostra esistenza che più di altre teniamo solo per noi stessi e per chi ha sapu-to trovare lucchetto e chiave del nostro cuore (La scelta, 8). Il concetto di aprire e chiudere è espresso in questo pensiero (Il mare, 28): Nulla più del cuore riesce ad aprire e chiudere la valigia dei nostri sogni. Che parte della nostra vita se li è portati via e di quelli invece per i quali lottiamo ancora ogni giorno. E un po’ più avanti: Con la forza aprirai porte che si chiuderan-no un istante dopo il tuo passaggio. Con la delicatezza aprirai cuori che ri-marranno aperti per sempre (Il mare, 37): aprire e chiudere corrispondono a dentro e fuori dal Cuore. Perché Nella vita, ho imparato davvero che se chiudi una porta, forse è pronta a spalancarsi davanti a te qualcosa di ancora più grande. Le chiavi indicano anche le opportunità: Potrà anche essere l’ultima chiave del mazzo ad aprire la porta, ma le opportunità vanno sapute cogliere anche grazie alla fortuna di aprirla al primo tentativo (Aforismi inediti, 3). Infine, le chiavi si trovano perfino nelle nostre paure perché in esse ci sono appunto le chiavi per le nostre vittorie future (Aforismi inediti).
Mare: è il titolo della terza sezione. Del mare Michele ha un’esperienza diret-ta, fa parte della sua biografia: In mezzo al Mare ho passato una buona parte della mia vita, ho imparato a rispettarlo temendolo, e lui ha risposto ai miei dubbi con la carezza di chi sa proteggere insegnandoti a vivere (Aforismi Inediti). Il mare è il luogo dove Michele si rifugia, sono le sue radici, il suo au-gurio, il suo infinito: Ti auguro di essere nuvole, cielo e mare, tutto quello che ha a che fare con l’infinito, che senza accorgetene già ti porti dentro, e che merita di essere vissuto (Aforismi inediti). Dove trova se stesso: Non ho mai ritrovato me stesso meglio di come io ci sia riuscito in mezzo al Mare, dove non contano i ruoli ricoperti, ma solo la vera essenza delle persone (Aforismi Inediti, 35).
Mani e pelle: favoriscono il contatto con l’altro, l’avvicinarsi all’altro, Prendi la mia mano quando sentirai il freddo nel cuore per un ricordo doloroso che riaffiora e senti il calore della mia pelle che ti avvolgerà come un mantello di seta perché tu sei cura e rimedio per la mia anima (La caduta, 42).  La pelle è il luogo dove si imprimono le esperienze, è l’involucro della nostra Anima, sensibile come la nostra Anima, è parte di noi: Sei il ricordo che mi trapassa l’Anima. Lo diventi un istante dopo l’averti vissuta…e sono sensazioni, bran-delli di pelle intrisi della tua essenza (Aforismi inediti, p. 2).
Dono: è la parabola dei talenti del Vangelo: ognuno di noi ha ricevuto un do-no che a volte non conosciamo neanche e di cui non siamo consapevoli. È lo scopo della nostra vita, statene certi, ognuno di noi ha un talento unico e di questo dobbiamo nutrirci per risalire dalla caduta. Michele ci spinge sempre al bene, all’ottimismo, alla speranza. In questa epoca di smarrimenti, di inari-dimenti di bieco materialismo, Cioffi ci indica la strada del sogno, dello stupo-re, della purezza: Ritorneranno a prevalere i gesti fatti col cuore. Le parole sussurrate, la coglia di sorprendere sorprendendosi dell’amore. Saper vivere per i propri sogni, facendo della propria vita il sogno più bello (La scelta, 38). E sempre ci accompagnerà la poesia.
C’è nelle parole dello scrittore quella saggezza antica dei nostri padri che si esplica anche attraverso i proverbi, vero concentrato di esperienze e di saper vivere: equilibrio, osservazione, meditazione, queste le qualità richieste dall’ascolto degli aforismi di Cioffi: Se qualcosa o qualcuno entra nella tua vi-ta, abbiate il coraggio di accoglierlo. Potrà essere forse una prova da supe-rare, ma anche quell’incontro che aspettavate da sempre (La scelta, 38). Giustissimo, Michele! Il meglio può sempre arrivare!

Fausta Genziana Le piane

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