Depurarsi con i bagni derivativi
Depurarsi con i bagni derivativi
Oggi volevo parlarvi di una pratica che serve a eliminare le tossine dal nostro corpo, che a lungo andare provocano disturbi più o meno gravi. Si tratta del cosiddetto “bagno derivativo”, illustrato nell’opera di France Guillain (Il bagno derivativo, L’età dell’acquario, 2008).
Innanzitutto una premessa. Quando digeriamo, non tutte le sostanze dannose vengono eliminate, altre viaggiano nel nostro corpo. Il bagno derivativo ha lo scopo di spingere queste scorie verso le parti intime, in modo da espellerle.
Come si fa? È semplicissimo ed economico. Basta bagnare con acqua fredda l’inguine per almeno dieci minuti al giorno. Si può usare un guanto di spugna o un asciugamano, lo si bagna con acqua fredda e lo si passa nelle pieghe dell’inguine dall’alto verso il basso con una leggera frizione. Mentre l’acqua deve essere fredda, il resto del corpo deve rimanere al caldo.
Non ci sono controindicazioni, basta soltanto non attuare questa pratica subito dopo mangiato; è preferibile aspettare un paio d’ore dal pasto.
Guillain suggerisce di fare il bagno derivativo per dieci minuti alle persone adulte di 70 kg; per quindici minuti a chi supera i 70 kg.
Occorre specificare che questa tecnica non stata ancora riconosciuta dalla medicina ufficiale, ma persone che la praticano con regolarità hanno rilevato non solo un maggiore benessere psichico, ma anche una riduzione di mal di gola, mal di testa, stitichezza, allergie, mal di denti, insonnia, dipendenza da alcol e caffè, herpes, emorroidi, asma. Può sembrare assurdo che un po’ d’acqua fredda possa essere così potente, ma è proprio così, provare per credere.

Cinzia Crinò
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