"Fuoco nel fuoco, sono gli occhi tuoi dentro i miei."
Mentre ascoltavo alla radio l'ultimo brano di Ramazzotti, era come se l'autostrada si insinuasse in mezzo a quei boschi verdi, rigogliosi, che fanno da cornice all'Appennino Ligure. Il sole con i suoi raggi si insinuava vigorosamente dalla sommità delle colline. Più mi avvicinavo alla meta, più il mio cuore fremeva, impaziente. "Fuoco nel fuoco." continuava a cantare Eros.
A bordo della mia autovettura, proseguivo lungo il tragitto, che mi avrebbe, finalmente, condotta da Max.
Brugnato, poi Deiva Marina e infine Sestri Levante, la meta tanto attesa e sospirata.
"Chissà se Max sarà proprio come l'ho ammirato nella foto, che mi ha inviato via e-mail. Dovrebbe assomigliare al calciatore Nicola Berti. Non vedo l'ora di abbracciarlo.Accidenti! Le gambe scivolano via dai pedali della "Clio". Speriamo che Max sia già là al casello ad aspettarmi."
Il nostro primo incontro era avvenuto casualmente sulla Chat Dolce. Quel pomeriggio lui non si era recato in ufficio, per via dell'influenza e così aveva acceso il p.c. ed era entrato nella Chat Dolce, dove già io mi trovavo, a curiosare un po'.
Subito si presentò, confessandomi di essere stato attratto dalla soavità del mio nick-name: Giada32.
Chiacchierammo a lungo quel pomeriggio e così per tanti altri giorni, tanto da entrare in tale sintonia, che era come se si vivesse in funzione di quelle conversazioni on-line.
Ormai Max conosceva tutto di me, anzi riusciva a cogliere ogni mio stato d'animo, prima ancora che glielo comunicassi. Vivevamo in telepatia. Per consolidare la nostra amicizia virtuale, ci scambiammo i numeri di cellulare.
Ogni giorno, prima dell'appuntamento un chat ci inviavamo saluti affettuosi con gli sms.
Eppure non eravamo ragazzini sprovveduti: io 32 anni, una laurea, una professione soddisfacente e un matrimonio fallito alle spalle; lui 34 anni, un lavoro impegnativo, lo sport, gli amici e una storia finita da poco, tragicamente.
Con entusiasmo adolescenziale ci lasciammo coinvolgere sempre più in una storia, che non era fatta solo di amicizia, ma neppure di amore. Era sempre più intrigante dipingere il volto di Max ad occhi chiusi. Quando mi spedì la foto scansionata, che ritraeva il suo volto, rimasi senza fiato. Era proprio un bel giovane, sì, era molto somigliante a Nicola Berti. Subito ci balenò l'idea di incontrarci, di abbracciarci, di guardarci negli occhi, per afferrare al volo i pensieri, che in quel momento occupavano la nostra mente.
Quel giorno finalmente era arrivato. Appena giunsi nel parcheggio del casello di Sestri Levante, vidi la figura imponente, statuaria, di un giovane, che con una mano sistemava un ciuffo di capelli ribelli e con l'altra mi faceva un cenno, come per segnalare la propria presenza. Come le sequenze di un film in rapida successione incalzano davanti agli occhi degli spettatori, così in quei precisi istanti ebbi la sensazione di trovarmi in una sala cinematografica, dove la finzione scenica si confonde con la realtà circostante.
Il primo sguardo, il primo abbraccio erano proprio come li avevo sognati durante il viaggio.
Mano nella mano, visitammo il litorale incantevole del Golfo del Tigullio. Parlavamo fittamente, ma le nostre parole rimanevano sospese, imbrigliate in un'atmosfera fatta di emozione, di attesa, di eccitazione. Raggiunto un angolo nascosto del Golfo ci abbandonammo ad un lungo, appassionato bacio, che in tanti di mesi di chat e messaggi sul cellulare avevamo, senza mai confessarcelo, tanto sognato.
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Autore : Katia Romagnoli
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