Antibiotici e sonniferi, impariamo a gestirli
Antibiotici e sonniferi, impariamo a gestirli

Se ne parla troppo oppure non se ne parla mai, e l'effetto è lo stesso: rendere superficiale il problema. Stiamo discorrendo di farmacologia, per rispondere al dato crescente di utilizzo di farmaci come antibiotici e tranquillanti, che secondo le statistiche della fine del 2011 hanno visto una impennata che obbliga a riflettere.

Siamo abituati a pensare agli anabolizzanti, gli androgeni, le morfine, l'adrenalina quando pensiamo al doping, tuttavia non è solo questo il reale problema. Ogni farmaco ha una sua funzione motivo per cui l'utilizzo improprio può determinare nel corpo umano la farmacoresistenza, cioè abbassare la reale efficacia del farmaco e rendere il corpo vulnerabile alle più semplici infiammazioni o ai più banali contagi, un caso tra tutti quello della influenza. O meglio detto, rendere più "cattivo" il batterio quando ci colpisce.

Secondo quanto diffuso da AIFA nel mese di dicembre l'aumento dell'uso di antibiotici arriva a coprire un 60% di casi, su cui ad esempio merita riflettere. Per un semplice raffreddore ad esempio, o per l'influenza, non serve l'antibiotico, ma il mal di gola che arriva con il raffreddamento viene scambiato per tonsillite .. che ha un decorso diverso .. per cui il malato corre dal medico convinto di essere vittima di chi sa che batterio e riesce a ottenere una prescrizione.

Lo stesso accade per i tranquillanti: malati che risentono di problemi normalissimi, causati da stress o da reali preoccupazioni, appena risentono della stanchezza, faticano a dormire, si sentono nervosi, si riempiono di tisane, tranquillanti, rilassanti, fino a che corrono sempre dal povero medico di base per accusare di sintomi molesti paragonabili a profonde depressioni e stati di ansia, strappando la ricetta per poter dormire un'ora in più, e poco importa se nel frattempo bevono caffé, mangiano pesante, sgranocchiano tutto il giorno snack, fumano come i turchi, stanno ore davanti al pc (tutte cose stressanti che possono levare il sonno).

Il problema dove sta? Da nessuna parte .. inizialmente .. non fosse altro che poi, l'abuso di farmaci in stato di salute, li rende inefficaci nel momento in cui del farmaco si ha reale bisogno. Ecco allora che l'influenza colpisce ancora più duramente, i batteri si inaspriscono, compaiono strane allergie .. e la notte si smette di dormire davvero. Ahi .. ahi .. e poi è tardi.

Allora facciamo mente locale: quali sono i farmaci che è meglio non invocare a meno che non ce ne sia bisogno. Al primo posto stanno gli antibiotici, servono per prevenire gravi infezioni batteriche se vi è stato contagio e per curare le infezioni batteriche ad esempio nelle polmoniti, nelle cistiti, nelle tonsilliti, insomma tutti i casi in cui il batterio colpisce e si insedia. Oppure per combattere le infezioni di una ferita o per prevenirle. Infine in persone che hanno gravissimi problemi di salute per le quali una polmonite, ad esempio, potrebbe essere letale.

Al secondo posto i farmaci tranquillanti, che in Italia sono meno diffusi che altrove. Con questi si arriva a riparare gravi momenti di stress del sistema nervoso, per cui va fatta prima una diagnosi. Mentre il rischio è quello della autoterapia, che porta poi a non riuscire più a gestire le più banali arrabbiature e ad avere bisogno della pillola anche per dormire.

Tuttavia ci sono altri medicinali che possono influenzare notevolmente il nostro corpo, che non rientrano nelle liste dei farmaci usati come "dopanti" ma che hanno effetti "dopanti" su persone sane. Tra questi rientrano gli antinfiammatori, gli anticoagulanti, gli antinfarto, gli antidolorifici. Alcuni sono a tutti gli effetti proibiti per gli sportivi, ma la gente spesso li usa a cuor leggero. Tutti questi farmaci hanno effetti stupefacenti sul nostro organismo, somministrati a persone sane portano a un miglioramento delle prestazioni fisiche e a un aumento della attività basale del corpo umano. Tuttavia i rischi che comportano sia alla lunga che sul breve periodo sono altissimi, per farsi una idea è sufficiente leggere i foglietti illustrativi e trarne le conclusioni dovute.

 

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Autore : Martina Cecco
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